domenica 12 giugno 2011

SIDDRTHA GOTAMA E LA SUA STORIA.


La letteratura buddista attribuisce la nascita del movimento al principe indiano Siddharta, poi conosciuto col nome di Gotama, che sarebbe vissuto nel VI sec. a.C. (pare sia nato intorno al 563 a.C.), cioè in un periodo storico già caratterizzato dalla disgregazione della primitiva comunità indiana, cui veniva sostituendosi una società basata sullo schiavismo e sulla divisione in classi sociali contrapposte.
La religione dominante dell'India, il Brahmanesimo, subì una crisi: aumentò nettamente l'insoddisfazione per l'ingiusta struttura di casta e per l'arbitrio dei sacerdoti brahmani, il cui potere (quasi assoluto nella vita civile) cominciava ad essere minacciato da dinastie guerriere.
Va inoltre detto che nel periodo in cui i rapporti schiavistici si rafforzarono (specie nell'India settentrionale), il Brahmanesimo, religione della società schiavistica primitiva, che rifletteva la frantumazione delle comunità tribali, non poteva più servire come base ideologica per i grandi dispotismi schiavistici che si andavano formando.
Siddartha era figlio del governatore di uno dei piccoli e bellicosi regni dell'India del nord, tra il Gange e il Nepal. La stirpe guerriera era quella degli Sakya ("potenti"). Egli trascorre la prima parte della sua esistenza nel lusso e nella mondanità della casa paterna, dove riceve un'educazione legata al suo rango, acquisendo anche nozioni di legislazione e di amministrazione.
A 16 anni il padre lo fa sposare e dopo 13 anni ha un figlio, ma proprio all'età di 29 anni decide di abbandonare tutto e tutti.
Infatti, non avendo mai conosciuto alcun aspetto veramente negativo della vita, in quanto non era mai uscito dai confini del proprio palazzo, rimase un giorno letteralmente sconvolto al vedere, in un villaggio, un vecchio decrepito, un malato grave e un corteo funebre. Improvvisamente capì che esistevano anche le malattie, la vecchiaia e la morte come destino universale degli esseri umani.
Infine incontrò un povero asceta che aveva rifiutato volontariamente ogni ricchezza e piacere della vita e che errava felice per la campagna: decise così di seguire il suo esempio.
In quei tempi, che segnavano l'inizio della speculazione filosofica indiana, svincolatasi dal ritualismo vedico, non erano pochi gli uomini (specie della casta dei guerrieri), e talvolta anche le donne, che abbandonavano il mondo per dedicarsi a una vita di meditazione e ascesi secondo le ben collaudate tecniche dello yoga.
Il Buddha dunque visse per sette anni nella foresta, sottoponendosi - sotto la guida di vari maestri -a digiuni, sofferenze e privazioni d'ogni genere, al fine di conseguire la pace interiore e la conoscenza della verità. Ma non rimase soddisfatto di questa vita.
Abbandonò ogni maestro e decise di ricercare da solo la via della Liberazione (mukti). A 35 anni, giunto alla soglia della morte per esaurimento, una notte -secondo la tradizione-, mentre era seduto ai piedi di un albero, sprofondò nei suoi pensieri pervenendo all'"Illuminazione" (Buddha infatti significa "illuminato" o "risvegliato"). Essa consisteva nel rifiutare sia una vita di piaceri, perché troppo effimera, che una vita di sofferenza volontaria, perché fonte di orgoglio.

ENTRARE IN UN ROUTER E CONFIGURARE LE SUE IMPOSTAZIONI.


A volte ci capita che in casa, abbiamo un modem via cavo per navigare sul web con  un pc fisso, siamo pero' in possesso anche di un pc portatile con la predisposizione di poter viaggiare in internet, ma con il nostro modem abbiamo poca possibilita' di navigare con entrambi i computer su internet, quindi abbiamo bisogno di un router e non basta perche' abbiamo anche bisogno di entrare nel suo cervello e modificarne le impostazioni.
Tutto quello che devi fare è accertarti di essere connesso alla grande rete attraverso il router di cui vuoi regolare le impostazioni e rintracciare il suo indirizzo.

Come detto, il primo passo che devi compiere per scoprire come entrare nel router è individuare l’indirizzo IP di quest’ultimo. Clicca quindi sul pulsante Start di Windows, recati nella sezione Tutti i programmi > Accessori e clicca sulla voce Prompt dei comandi per avviare il prompt dei comandi.
Nella finestra che si apre, digita il comando ipconfig e premi il tasto Invio della tastiera del tuo PC per ottenere la lista completa degli indirizzi relativi alla tua connessione. L’indirizzo IP del router è quella serie di numeri che vedi accanto alla voce Gateway predefinito (es. 192.168.10.1).

Ora che conosci l’indirizzo IP del tuo router, non devi far altro che aprire un qualsiasi browser (es. Internet Explorer, Chrome, Firefox, ecc.), digitare nella barra degli indirizzi di quest’ultimo l’indirizzo IP del router e premere il tasto Invio della tastiera.
Se ti viene chiesto di inserire un nome utente e una password, digita i dati riportati sulla documentazione fornita dal tuo fornitore Internet. Altrimenti, se il router in tuo possesso non è stato fornito con un abbonamento ADSL ma lo hai acquistato autonomamente in un negozio, digita admin sia come nome utente che come password e avrai libero accesso al pannello di configurazione del dispositivo

Adesso che sai come entrare nel router, sei pronto a cambiare tutti i parametri che desideri ma tieni conto che ogni router ha un pannello di configurazione differente. Recati quindi nella sezione Amministrazione o Sicurezza per cambiare la password necessaria ad accedere alla configurazione del router, nella scheda Firewall/Virtual Server per aprire delle porte per eMule, uTorrent e altri programmi P2P (e non), in Wireless per configurare le connessioni senza fili (se usi un router Wi-Fi), e così via.
Quando hai applicato le modifiche desiderate, ricorda di cliccare sul pulsante Salva modifiche per salvare le impostazioni nel pannello di controllo del router.

martedì 7 giugno 2011

BANCA UNICREDIT: IL TUO NUOVO CONTO CORRENTE A SOLO 1 EURO AL MESE.

Avere un conto corrente e gestirlo nel migliore dei modi, comporta spesso delle spese da sostenere.

Genius One, è il conto corrente proposto da Unicredit banca che, con solo costo di 1 euro di canone al mese, soddisfa le esigenge dei clienti i quali, effettuano le operazioni bancarie più comuni.

Tra le caratteristiche principali, oltre al prezzo di gestione (12 euro annui), vi è inclusa la carta Bancomat Internazionale del circuito V PAY con la quale, è possibile effettuare prelevi gratis in oltre 7800 sportelli bancomato Unicredit sparsi per tutta la Penisola.

Oltre ai prelievi gratuti in Italia, questi sono altresi gratis in tutta Europa, se effettuati presso i circuiti internazionali V PAY.

Genius One permette quindi la gestione del conto corrente, sia via internet, dove è possibile:


  • Effettuare un bonifico
  • Controllare i movimenti del conto e l'estratto conto delle carte
  • Gestire gli investimenti
  • Pagare bollette
sia via telefono, dove, chiamando al numero gratuito 800.57.57.57 è possibile:
  • Controllare il saldo del conto corrente
  • Effettuare pagamenti e disposizioni, anche su titoli.
  • Ricaricare il tuo cellulare
Compreso nel prezzo di 1 euro al mese c'è:
  • la domiciliazione delle utenze, 
  • spese di scrittura incluse per le operazioni eseguite su canali diversi dallo sportello (es. sportelli Bancomat, banca via telefono, banca via Internet, pagamenti tramite POS.

APPLE: ADDIO MOBILME NEL 2012 ARRIVA EFFETTO ICLOUD.

Gia' da oggi, nonostante la sua chiusura sara' nel 2012, Apple si appresta ad annunciare il nuovo Apple iCloud, mettendo da parte il Mobilme che dal 30 giugno del prossimo anno chiudera' i suoi battenti e gia' da oggi addirittura non e' piu' possibile sottoscrivere il servizio, prendera' il suo posto iCloud, dove fino ad una certa data hanno avuto un'estensione gratuita, mentre chiunque abbia acquistato il box di MobilMe, e non lo ha ancora attivato, puo' chiedere il rimborso.

Quello che appare un pò strano è che per circa 3 forse 4 mesi, gli utenti che volessero utilizzare questo tipo di servizio dovranno per forza attendere, trovandosi impossibilitati a sottoscrivere sia il vecchio sia il nuovo servizio.

IL BUDDHISMO E I 5 COMPONENTI CHE UNISCONO UN'INDIVIDUO

Torniamo a parlare di una delle religione che sta prendendo sempre piu' liberta' e spazio nella nostra societa', forse per la sua saggezza o forse perche' ognuno di noi si rispecchia in questo mondo del Buddhismo.

Il Buddha storico ha parlato spesso dei Cinque Skandha, in altre parole le cinque componenti che formano un vero e proprio individuo. Ogni cosa che noi consideriamo “Io” è una funzione dello Skandha. In altre parole, un individuo può essere pensato come un continuo processo di Skandha.
Soffro quando c’è disordine tra le cinque parti di me, perché “Io” sono cinque.
Per capire un po’meglio, quando il Buddha ha spiegato le Quattro Nobili Verità, ha iniziato dalla prima verità: la vita è “dukkha”; spesso tradotto come “la vita è sofferenza”, o “insoddisfacente”. Ma il Buddha ha anche usato la parola “impermanenza” e “condizionamento”. In pratica, essere condizionati significa essere colpiti, essere fuorviati da qualcosa d’altro. Spesso non c’è accordo tra quello che desidero e quello che sono capace di fare. Soffro, non riesco a fare quello che ho deciso. Il Buddha ha insegnato che gli Skandha sono dukkha.
Le componenti dello Skandha agiscono dunque insieme, si cerca di dare un ordine, di fare andare d’accordo le nostre cinque parti , di raggiungere il senso di un Sé unico, o di un “Io”. Ma il Buddha ha anche insegnato che ciò è molto difficile, poiché quasi sempre non c’è accordo nello Skandha. Per comprendere lo Skandha è utile capire l’illusione del Sé.

domenica 5 giugno 2011

LA STORIA DEL BUDDHISMO.

Il Buddha, il cui nome era Siddharta Gautama, visse nell'India del Nord nel VI sec. a.C. Il Buddha nacque, durante il viaggio che doveva portare la regina Maya, moglie del capo del clan degli Sakya, il nobile guerriero Suddhodana, a partorire il primo figlio nella casa paterna, secondo la tradizione del tempo. Ma la tradizione vuole che la giovane non raggiungesse mai la casa e partorisse in un boschetto, mettendo al mondo colui che diventerà il Buddha. Prima di intraprendere la sua ricerca spirituale, il Buddha viveva nell'agio presso il palazzo del padre, seguendo l'educazione necessaria a divenire, un giorno, re di una regione che corrisponde all'incirca all'attuale Nepal.
Poco prima di compiere trent'anni il principe Siddharta incontrò delle persone che stavano vivendo l'esperienza della malattia, della vecchiaia e della morte, rimanendone molto impressionato e turbato. Allo stesso modo rimase profondamente ammirato dalla serenità mostrata da un saggio eremita. Maturando tali esperienze, il principe Siddharta realizzò la precarietà e la temporaneità del suo stato di agio ed abbandonò la sua casa e la sua famiglia, in cerca di una soluzione definitiva alle grandi sofferenze del mondo. Intraprese in tale ricerca diverse pratiche spirituali ed incontrò molti maestri, finché, insoddisfatto di quanto sperimentato, ricercò la sua via: una via di mezzo tra l’estremo ascetismo e una vita legata ai piaceri dei sensi. Fu come risultato di questa ricerca che una sera, all'età di trentacinque anni, meditando sotto un albero, poi conosciuto come l’albero della Bodhi o del Risveglio presso Bodhgaya (nell'attuale regione del Bihar, in India), il principe Siddharta raggiunse lo stato dell'Illuminazione, lo stato di completa e profonda saggezza, al di là di ogni sofferenza. Da quel giorno fu noto come il Buddha, il Risvegliato.
Dopo l'Illuminazione il Buddha diede il suo primo insegnamento a Sarnath, noto come "Le Quattro Nobili Verità" che indicano la via per liberarsi dallo stato di sofferenza esistenziale propria dell’uomo, senza il bisogno di intermediari sacerdotali come i brahmani, ma attraverso un lavoro su se stessi. Da quel momento passò la sua vita ad insegnare come raggiungere il suo stato di Illuminato ad innumerevoli persone.
Fondò una comunità monastica a cui poterono accedere gli uomini e successivamente anche le donne, dato estremamente rivoluzionario nella società indiana dell’epoca, che tradizionalmente non consentiva a queste ultime di uscire dalla tutela e dal controllo diretto della famiglia patriarcale. Il Buddha morì ad ottanta anni nel 480 a.C., a Kusinara, nell'attuale regione indiana dell'Uttar Pradesh.
Alla morte il Buddha non lasciò alcun successore e la comunità continuò ad operare insieme. All’inizio mancava anche un Corpus Canonico codificato, e i discepoli diretti del Buddha si riunirono nel 473 durante il I Concilio indetto a Rajagriha per la durata di sette mesi per trasmettere ciò che avevano appreso direttamente dal Maestro. In tale consesso vennero esposti i sutra, ovvero i discorsi del Buddha così come ricordati dal discepolo a lui più vicino, Ananda, mentre la dottrina delle regole monastiche fu esposta da Upali, altro discepolo importante.
Circa centodieci anni dopo, nel 363 a.C., si tenne un secondo Concilio a Vaisali, città in cui i monaci avevano da tempo adottato delle pratiche discutibili: questi furono messi a confronto con monaci provenienti da tutta l’India, fatto che dimostra la diffusione già avvenuta del buddhismo, e alla fine venne deciso da tutti i presenti di darsi un codice di comportamento, il Pratimoksha, che tuttora viene seguito dalla comunità monastica.
Altro momento fondamentale nella storia del buddhismo sarà il terzo Concilio indetto nel 245 a.C. a Pataliputra dall’imperatore Asoka Maurya, che sarà uno dei principali protettori del buddhismo in India. In tale concilio si cercò di frenare le emergenti tendenze scismatiche, che cominciavano a differenziare l’insegnamento e che un paio di secoli più tardi daranno origine a due scuole fondamentali: la scuola del cosiddetto Piccolo Veicolo o Hinayana e quella del grande Veicolo o Mahayana.
Infine all’incirca alla fine del primo secolo dopo Cristo, la comunità monastica che nei secoli precedenti si era formata e stabilizzata nello Sri-Lanka, redisse il Canone Buddhista in forma scritta Tale Canone in lingua pali , composto da tre parti o canestri (Tripitaka) ovvero quello dei discorsi (Suttapitaka), della disciplina monastica (Vinayapitaka) e della dottrina filosofica (Abhidharmapitaka) è rimasto integro fino ad oggi ed è accettato dalle scuole di tutto il sud-est asiatico ed è una base di comparazione per i resti del canone in sanscrito che nella sua interezza è andato perduto in seguito alle invasioni musulmane e alla distruzione dei monasteri e delle università monastiche buddiste come quella famosissima di Nalanda nel nord dell’India.
A seguito della morte del Buddha, il suo insegnamento si diffuse in varie parti dell'Asia, mutuando ed assimilando gli usi e costumi locali e dando vita a varie tradizioni buddhiste, che si differenziarono tra loro per alcuni aspetti interpretativi dell'Insegnamento. Delle originali diciotto scuole, che formavano il così detto "Piccolo Veicolo" (Hinayana), oggi rimane attiva solo la scuola Theravada, che si è prevalentemente diffusa in Sri Lanka, Tailandia, Birmania, Cambogia e Laos. All'incirca nel I secolo a.C. nacquero le tradizioni del "Grande Veicolo" (Mahayana), in cui vi è grande enfasi della figura del Bodhisattva, colui che dedica tutte le sue realizzazioni spirituali e le sue azioni alla liberazione della sofferenza di tutti gli esseri. Al "Grande Veicolo" appartengono le tradizioni Ch'an (pronuncia Cian) sviluppatesi in Cina, Vietnam e Corea, le altre scuole cinesi (Terra Pura, Tientai, ecc.), le scuole giapponesi (Zen, Nichiren, ecc.), nonché le scuole della tradizione Vajrayana (Via del Diamante, pronuncia vagiaraiana) diffuse in Tibet, Mongolia ed alcune regioni dell'attuale Russia. La tradizione Vajrayana del Tibet è particolarmente nota anche a causa delle vicende politiche ed umanitarie legate all'invasione del Tibet da parte della Cina, avvenuta tra il 1950 ed il 1960.
 Torneremo piu' in la a parlare di questa meravigliosa religione piena di carisma e tante nuove cose da imparare.

giovedì 2 giugno 2011

IL PETROLIO ED IL SUO FUTURO.

La Penisola Araba è una delle regioni più ricche di petrolio del mondo. Negli ultimi decenni i suoi giacimenti sono stati uno dei principali motori della crescita economica degli stati occidentali e della loro ricchezza. Il Wall Street Journal ha fatto il punto sulla situazione delle loro riserve, cercando di spiegare che cosa potrebbe succedere al loro diminuire.

Per riserva si intende la quantità di petrolio che si stima potrà essere estratta in futuro dai giacimenti già scoperti. Per esempio: secondo lo US. Geological Survey nel mondo esistono giacimenti per un valore complessivo di tremila miliardi di barili petrolio. Di questi però solo 400 miliardi sono estraibili con le tecnologie attualmente a disposizione. Solo queste ultime possono quindi essere considerate riserve.
L’Arabia Saudita è diventata rapidamente il maggiore produttore mondiale di petrolio grazie allo sfruttamento delle sue vaste riserve facilmente accessibili. Ma ormai gli esperti concordano nel dire che il petrolio facile sta per esaurirsi e che per gli attuali esportatori sarà sempre più difficile soddisfare la domanda. I pozzi più grandi nella regione del Golfo hanno ormai estratto oltre la metà del petrolio presente nel sottosuolo, raggiungendo il punto in cui la produzione di solito inizia a diminuire. Da qui l’attenzione per i giacimenti petroliferi più difficili, quelli che contengono il cosiddetto “petrolio pesante”, più complicato da estrarre e da raffinare, quindi più costoso.
Arabia Saudita e Kuwait, in particolare, hanno iniziato a rivolgere la loro attenzione ai miliardi di barili di petrolio pesante intrappolati nel deserto di Wafra, una regione scarsamente popolata al confine tra i due stati. «Quando le persone parlano della fine del petrolio non considerano tutto il petrolio pesante presente nel pianeta a cui ancora non abbiamo accesso», spiega Amy Myers Jaffe dell’Institute for Public Policy di Houston «c’è una grande quantità di petrolio, è solo questione di sviluppare la tecnologia giusta per prenderlo». Nel caso del deserto di Wafra, per esempio, la tecnica consiste nell’iniettare grosse quantità di vapore nel sottosuolo per rendere il petrolio meno viscoso e consentirgli di raggiungere la superficie con più facilità.
L’Arabia Saudita ha deciso di affidarsi all’azienda petrolifera americana Chevron, che ha anni di esperienza nel campo dell’estrazione in California e Thailandia. È una rara opportunità per un’azienda occidentale di prendersi una fetta di quella che presto potrebbe diventare una delle più grandi riserve petrolifere del mondo.

Il 45 percento del petrolio estratto dal deserto di Wafra è già destinato agli Stati Uniti. Quello che è in palio con questo progetto è un piccolo angolo del deserto che si stima contenga almeno 25 miliardi di barili di petrolio pesante. Finora i risultati sono stati incoraggianti: i pozzi al momento producono 1.500 barili al giorno, sette volte più di quanto non facessero nel 2009, prima che venisse utilizzata la tecnica delle iniezioni di vapore. Arabia Saudita e Kuwait stanno prestando molta attenzione ai risultati. Principi, emiri, ministri e ambasciatori hanno tutti visitato la zona dei nuovi pozzi. «Tutti stanno guardando il nostro progetto», ha detto il presidente della divisione Chevron in Arabia Saudita, Ahmed Al-Omer.
La richiesta globale di petrolio è aumentata di 2,3 milioni di barili al giorno nel 2010 – il 2,8 percento in più rispetto all’anno precedente – soprattutto per la crescente richiesta di India e Cina. Allo stesso tempo la produzione di petrolio nei paesi occidentali non è aumentata in maniera significativa. Il che li rende sempre più dipendenti dai paesi OPEC e in particolare dall’Arabia Saudita, il suo membro più forte. Il solo Medio Oriente conta per almeno 78 miliardi di barili di petrolio sul totale attualmente estraibile, circa quattro volte quello degli Stati Uniti.
Approfittando di questo disequilibrio, tutti i paesi del Golfo Persico stanno cercando di investire ancora di più nei loro giacimenti petroliferi. Il Bahrein ha detto che spera di raddoppiare o addirittura triplicare la sua produzione di petrolio sfruttando nuovi giacimenti con la collaborazione dell’azienda californiana Occidental Petroleum. Abu Dhabi a sua volta ha lanciato un progetto con la Praxair per cercare di aumentare la produzione nelle sue riserve di Zakum. Già nel 2007 l’Oman aveva iniziato a sperimentare una nuova tecnica di estrazione che ha consentito di aumentare di quindici volte la produzione di petrolio dal 2005. E l’anno scorso ha firmato un accordo con la Royal Dutch Shell per incrementare la produzione a Marmul.

UNICREDIT BANCA: IL NUOVO CONTO CORRENTE PER LE PICCOLE IMPRESE.

Unicredit ha studiato un conto per chi fa impresa, Imprendo One è un conto package dai costi ridotti, solo 6 euro mensili per gestire in completa autonomia le operazioni bancarie della azienda 7 giorni su 7, 24 ore giornaliere, direttamente da internet e sugli Atm evoluti.

Il conto Imprendo One permette di svolgere numerose funzioni in totale libertà, tra i servizi inclusi con il conto Imprendo One ci sono:
  •  Internet banking, mobile banking e phone banking
  • Formula Pos “Imprendo”
  • Risparmio sulle spese di scrittura per un numero illimitato di transazioni
  • Canone annuo gratis per una carta debito internazionale
  • Commissioni gratuite o scontate per operazioni di pagamento e incasso realizzate mediante internet o presso gli sportelli automatici atm evoluti (Pos,Bancomat, etc).
  • Rid bancario e domiciliazione utenze
L’ opportunità di fare richiesta della Formula Pos Imprendo che offre il canone del servizo Pos a prezzo scontato con relativa installazione di un terminale.
Per maggiori informazioni sul conto corrente è utile visitare il sito Unicredit leggendo i dettagli del conto oppure andare in filiale a parlare con un consulente Unicredit.